Modigliani secondo Antonio Marras

L’idea, come sempre, è un incontro (anzi due) e un’opera. L’incontro: quello dell’artista toscano Modigliani con la Sardegna – il padre lavorava nell’industria mineraria e portava spesso l’intera famiglia a Iglesias – e poi un’opera che nasce da un’amicizia, quella del giovane Modigliani com Medea Taci che testimonia anche il suo legame con l’isola di Antonio Marras. L’isola che ha dato i natali allo stilista si confonde con gli ambienti parigini degli anni Venti, caffè e bistrot popolati da artisti e personaggi che passano nella vita di Amedeo Clemente Modigliani – qualche nome: Picasso, Derain, Apollinaire – contaminandone l’arte. Ma sono le figure femminili a trovare spazio sulle tele, donne dai colli sinuosi e dai capelli raccolti, eleganti e mai prive di colore anche sulle gote, sugli occhi e sulle labbra: rosso, arancione e rosa sono le tinte dominanti che ritroviamo, non a caso, anche sul viso delle modelle che hanno sfilato per la collezione A/I 2019-20. Il make-up porta la firma di Tom Pecheux, key artist per MAC Cosmetics: Pecheux ha applicato alcuni colori in crema (che troverete nelle palette occhi e labbra della prossima stagione) picchiettando delicatamente con le dita: arancione sulle palpebre e nella rima inferiore e rosa sulle gote e sugli zigomi per un risultato deciso ma diffuso allo stesso tempo. Se la pelle delle modelle è naturale – il prodotto utilizzato, il Mineralize Concealer, serve solo a camuffare piccole imperfezioni senza alterare la grana – le labbra sono in primo piano complice un nuovo rossetto in una tonalità rosso scuro. Il romanticismo della pittura e del trucco si arricchisce poi di un tocco dark – presente anche nella collezione: il nero è nella palette di colori scelta da Marras, insieme al verde, alla fantasia militare e all’animalier – grazie a una tonalità in crema blu applicata al centro della bocca. Il risultato è un beauty look femminile e audace, capace di esprimere il cóte più bohemien di un decennio in cui all’arte era assegnato il compito di superare i confini del bon ton borghese. La nail art, che nel backstage di Antonio Marras non passa mai inosservata, punta a replicare questo spirito irrequieto ma elegante. «L’unghia è colorata con una base nude – racconta Antonio Sacripante di pArish – e poi decorata con una perla al centro della lunetta, bianca o nera a seconda del look della modella». The roaring Twenties e le donne di Modigliani: è questo il punto di partenza dell’hair look curato da James Pecis che ha raccolto i capelli nella parte posteriore per dare vita a un volume simile a quello dei faux-bob, mentre la frangia delle modelle aderisce perfettamente alla fronte anche grazie all’uso di lacche e spray extrafissanti. Niente è lasciato al caso anche e soprattutto quando la partita è sul dettaglio: per la collezione A/I 2019-20, Antonio Marras mescola frammenti, sovrappone volumi e colori, realizza piccoli spostamenti di proporzioni, lavora sui flash di inserti come i maculati mixando, anche negli accessori, pietre e fiori. Una scelta che, come sempre, ha radici nei costumi sardi: «È la storia degli uomini e delle donne che lavoravano nelle miniere – racconta – e che nei giorni di festa si vestivano bene anche riadattando vecchi abiti e capi, come le giacche, che passavano dal nonno al figlio e poi al nipote; tutto è rimodellato in base all’epoca e alla stagione ed è sempre un lavoro fatto di frammenti». Frammenti che sono pezzi di storia e di arte, di bellezza e di verità.

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